Intervista sull’importanza del monitoraggio anemologico dei porti
Luca Polleri, Head of Engineering presso PSA Genova Pra'
Luca Polleri è Head of Engineering presso PSA Genova Pra’, ruolo che ricopre dal 2021. Con oltre 30 anni di esperienza nel settore dell’ingegneria e della manutenzione, ha costruito la sua carriera all’interno di realtà industriali complesse, sviluppando una solida competenza nella gestione tecnica delle infrastrutture portuali e delle attrezzature di sollevamento.
Entrato nel gruppo PSA nel 2005, ha ricoperto per oltre 15 anni ruoli chiave nella supervisione della manutenzione degli impianti e nella pianificazione tecnica, prima come Port Equipments Maintenance Planning Supervisor e successivamente come Equipment Engineering Supervisor.
Prima di approdare al settore portuale, Luca ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’automazione industriale, lavorando per Nidec Conversion come R&D Industrial Automation Platform Technician, dopo aver ricoperto il ruolo di Engineering and Commissioning Technician in Ansaldo Movimentazione.
1. Può descrivere il suo ruolo all’interno di PSA Genova Pra’? Di cosa si occupa?
Nel mio ruolo di Head of Engineering in un terminal container come PSA Genova Pra’, che è il più importante terminal import/export del Paese, mi occupo di garantire che tutta l’infrastruttura tecnica funzioni in modo sicuro ed efficiente, attraverso la manutenzione e la gestione delle attrezzature portuali, che sono il cuore operativo del terminal, a partire dalle gru di banchina fino ai mezzi di movimentazione dei container come le Reach Stacker o le RMG, fino agli impianti elettrici. Il team di tecnici e ingegneri del dipartimento Engineering nel quale lavoro è estremamente preparato: pianifichiamo interventi di manutenzione preventiva e interveniamo nel caso di criticità che possono impattare sull’operatività. Il nostro è un lavoro strategico, che richiede visione e attenzione alla sicurezza: non si tratta solo di intervenire quando qualcosa si rompe, ma di saper costantemente innovare per rispondere alle esigenze di ogni aspetto del terminal, dall’operativo di banchina ai colleghi del commerciale, attraverso l’adozione di nuove tecnologie, gestione dei fornitori e degli investimenti tecnici.
Il mio obiettivo quotidiano è trovare soluzioni che rendano le attività più semplici, sicure e sostenibili, e farlo in un ambiente complesso e in continua evoluzione come quello di un terminal container richiede esperienza, flessibilità e molta passione.
2. Quali sono le grandezze ambientali chiave da tenere sotto controllo in ambito portuale? Come sono correlate alla sicurezza delle operazioni e dei lavoratori?
Le variabili ambientali più critiche sono la velocità e la direzione del vento, seguite da precipitazioni, temperatura, visibilità e, naturalmente, le condizioni meteomarine. Il vento, in particolare, ha un impatto diretto sull’uso delle gru di banchina e sulle attività operative di piazzale. Superata una certa soglia di vento vengono progressivamente limitate o sospese alcune attività operative: con una prima soglia di vento si bloccano tutte le attività relative ai contenitori vuoti, che offrono maggiore resistenza aerodinamica, si blocca il gate di accesso per i container vuoti, ovvero non entrano più mezzi che li trasportano, si scaricano e si mettono in sicurezza i camion con container vuoti che sono entrati prima dell’evento atmosferico, e vengono fatti uscire. A quel punto, nessuna operazione sui container vuoti viene più eseguita. Se il vento si intensifica ulteriormente, si bloccano anche le attività dei container pieni e si chiude completamente il terminal. È una misura preventiva essenziale per la sicurezza del personale: oltre certi valori, infatti, tutti i nostri colleghi in piazzale e sulle gru di banchina vengono evacuati e si radunano nella “stanza del vento”.
3. Come è strutturato, come funziona e come viene utilizzato il sistema di monitoraggio anemologico che avete implementato?
Le nostre gru di banchina, ferrovia e piazzale sono dotate di anemometri per la rilevazione della velocità del vento per la protezione intrinseca del mezzo. Alcuni di questi, scelti in maniera opportuna, si interfacciano da remoto con il sistema di acquisizione dati, lo stesso al quale fanno riferimento anche i sensori installati sulle torri faro. I dati vengono acquisiti in tempo reale e inviati a una piattaforma di controllo, accessibile sia dai responsabili di piazzale sia dai supervisori operativi. Il sistema emette allarmi automatici a diversi livelli di soglia, segnalando quando è necessario ridurre o sospendere l’operatività. Le informazioni vengono anche registrate storicamente, così da poter effettuare analisi post-evento.
4. Un commento sulla strumentazione LSI LASTEM e sui servizi forniti dall’azienda?
La collaborazione con LSI LASTEM è ormai consolidata da anni e ha rappresentato un passo importante nel monitoraggio meteo: la strumentazione fornita, in particolare gli anemometri professionali, si è dimostrata affidabile anche in condizioni estreme.
Un punto di forza è sicuramente l’integrazione software, che consente di gestire tutto il sistema e ottenere una reportistica automatica e affidabile. Inoltre, la partnership con LSI LASTEM ci consente di poter fare affidamento sulla manutenzione periodica e il supporto tecnico, per garantire un funzionamento efficace e alle massime prestazioni, massimizzando la programmazione tecnica e la sicurezza.