R4C e il monitoraggio ambientale nel Parco Costiero della Sterpaia: come la tecnologia sostiene la resilienza climatica
Un progetto europeo per la resilienza del territorio
Il cambiamento climatico sta mettendo a dura prova territori vulnerabili come le aree costiere, dove fenomeni meteomarini, erosione e inondazioni si manifestano con crescente frequenza e intensità.
Per far fronte a queste sfide, nel gennaio 2023, è nato il progetto Regions4Climate (R4C), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito della “EU Mission Adaptation to Climate Change, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete e replicabili per la resilienza climatica a livello regionale e locale. Coinvolgendo 44 partner da 13 paesi europei, il progetto nasce con l’obiettivo di costruire soluzioni scalabili e intersettoriali che permettano alle regioni di adattarsi in modo equo ed efficace, affrontando in particolare le disuguaglianze e integrando le esigenze dei gruppi più vulnerabili.
Tra le aree pilota individuate c’è la Toscana, in particolare il tratto fra la centrale termoelettrica ENEL di Torre del Sale e Carbonifera in Comune di Piombino, corrispondente al Parco Costiero della Sterpaia. Qui, la collaborazione tra RINA Consulting SpA, Regione Toscana e altri stakeholder ha dato vita a un intervento di ingegneria naturalistica per la protezione della costa attraverso il ripristino del sistema dunale annesso. La resilienza dell’intervento è monitorata tramite tre diversi sistemi di monitoraggio installati sia sul corpo dunale che nell’area circostante, tra cui un avanzato sistema di monitoraggio ambientale di LSI LASTEM.
Il contesto: Parco Costiero della Sterpaia, una zona fragile da proteggere
Il sito dimostrativo toscano si colloca in una delle aree più sensibili della costa tirrenica. Il sistema dunale progettato all’interno dell’area di Sterpaia in località Pirelli, oltre ad avere un alto valore ambientale, rappresenta una difesa naturale per affrontare e mitigare i rischi di erosione costiera che la colpiscono da molti anni. Tuttavia, la sua efficacia è messa a rischio dalla crescente incertezza climatica caratterizzata da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e dalla pressione antropica a cui è soggetta.
Il progetto ha quindi l’obiettivo di realizzare una barriera naturale rinforzata, basata su Nature-Based Solutions (NBS), capace di ridurre l’erosione costiera e contenere gli effetti delle mareggiate. Per verificarne l’efficacia e adattarne l’evoluzione nel tempo, è stato implementato un sistema di monitoraggio ambientale continuo.
Il ruolo del monitoraggio ambientale: dati al servizio della resilienza
Il monitoraggio ambientale è una componente chiave del progetto. Esso permette di effettuare un monitoraggio sperimentale del microclima circoscritto all’area oggetto di studio, dando la possibilità di monitorare le condizioni meteorologiche che influenzano il sistema dunale, valutando – attraverso un’analisi multirischio – se un dato evento atmosferico possa aver causato un impatto significativo sulla duna.
I sensori LSI LASTEM installati: precisione e affidabilità per misure critiche
Nel sito del Parco Costiero della Sterpaia sono stati installati diversi sensori meteorologici e climatici:
- Anemometro ultrasonico per la misura di velocità e direzione del vento;
- Termoigrometro: alta precisione nel rilevamento di temperatura e umidità;
- Pluviometro: fondamentale per monitorare eventi di pioggia intensa, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici;
- Radiometro UV-A: utile per l’analisi dell’irraggiamento solare e i suoi effetti sull’ecosistema dunale.
Questi sensori, collegati al data logger Alpha-Log, raccolgono dati ambientali continui e affidabili, essenziali per valutare le performance delle dune ricostruite e per l’allerta precoce in caso di eventi estremi.
Perché è stata scelta LSI LASTEM?
Il sistema di monitoraggio ambientale fornito da LSI LASTEM è stato selezionato per la sua modularità, affidabilità e autonomia operativa. Le caratteristiche tecniche rispondono perfettamente alle esigenze di un progetto di lunga durata in un ambiente severo e soggetto a eventi estremi.
Tecnologia e dati per un futuro più resiliente
Il lavoro svolto nel sito pilota toscano di R4C non è solo un caso studio locale: rappresenta un modello replicabile per affrontare in modo integrato e sostenibile le sfide climatiche dei territori costieri.
Infatti, combinando ingegneria naturalistica, tecnologie avanzate di monitoraggio e un approccio partecipativo, il progetto dimostra come sia possibile generare soluzioni efficaci, adattabili ad altri contesti regionali. La Sterpaia diventa così non solo un esempio virtuoso di resilienza climatica, ma anche un punto di partenza per iniziative future lungo la costa toscana e in altre aree d’Europa esposte a rischi ambientali crescenti.